
E. Bignone: l'originalit della concezione etica epicurea

Ettore Bignone (1879-1953) ha dato un impulso decisivo, nel nostro
paese, alla ripresa degli studi su Aristotele e su Epicuro. Per
facilitare la comprensione della pagina di cui proponiamo la
lettura, ricordiamo che la scuola cirenaica  una delle scuole
socratiche - cos dette perch fondate da alcuni discepoli di
Socrate dopo la morte del maestro, anche se le dottrine in esse
professate molto spesso si allontanavano dall'insegnamento
socratico - organizzata da Aristippo di Cirene, in Libia, e basata
sul principio che il piacere corporeo immediato e momentaneo  lo
scopo della vita dell'uomo; il cinismo  la dottrina di un'altra
scuola socratica, fondata ad Atene da Antistene, nella quale,
accanto a un forte rigore morale,  presente come caratteristica
principale l'indifferenza di fronte ai bisogni (il cinico pi
celebre  Diogene di Sinope, quello che viveva in una botte);
Speusippo  il nipote di Platone che succedette allo zio nella
direzione dell'Accademia; per la filosofia stoica vedi pi avanti
il paragrafo 2 di questo capitolo; per quanto riguarda
l'ammonimento di Platone ad  abbandonarsi al pensiero eccetera
lo stesso Bignone fa riferimento a Fedro, 85 d, Fedone, 114 a,
Repubblica, 608 b-c; san Gerolamo (347-420)  uno dei Padri della
chiesa, famoso per la sua traduzione in latino dell' Antico
Testamento direttamente dal testo ebraico; Seneca (4 avanti Cristo-
65 dopo Cristo)  il celebre filosofo romano di impostazione
stoica; Plutarco di Cheronea (45-125 dopo Cristo) filosofo e
letterato, noto soprattutto per le Vite parallele, sostenne la
necessit di un rigoroso controllo sulle passioni. La rassegna dei
giudizi su Epicuro fatta da Bignone mira a mostrare come non solo
nell'etica epicurea il piacere  moderazione, ma come nel mondo
antico, anche da parte di esponenti di spicco del cristianesimo,
si fosse manifestato apprezzamento per l'epicureismo, nonostante
la diffusa rappresentazione negativa di questa filosofia

L'etica di Epicuro, formatasi attraverso la polemica contro le
teorie dell'Accademia del primo Aristotele, dovette trasformare
l'antico edonismo in una dottrina di severa ascesi spirituale, pur
nella ricerca del piacere, che viene cos prendendo in essa un
carattere ben diverso dall'edonismo cirenaico. Onde accadde che
questa dottrina, a cui furono mossi i maggiori rimproveri di
troppo concedere al piacere, sia verso il godimento la pi severa,
in certo qual modo, di tutti i sistemi dell'antichit, eccettuata
l'etica di Speusippo, il cinismo e la filosofia stoica. Mentre la
morale di Aristotele nell' Etica Nicomachea  la codificazione
dell'antica vita ellenica, ricca di godimenti socievoli e di pura
speculazione, conscia dei bisogni della vita affettiva ed animosa,
moderata solamente da un intimo monito di misura e di ordine;
l'etica di Epicuro  severa, ritirata dal fervore del mondo, ove
la vita batte di un polso fermo ed impetuoso; anzi che proclive,
timorosa di concedersi a gioie non prima scrutate e misurate con
diffidenza nei loro effetti lontani.
Non misurarsi al mondo, ma misurare il mondo a se stessi 
consiglio di Epicuro; meditare le proprie gioie anzich variarle;
non abbandonarsi al pensiero per varcare a divine speranze, come
Platone ammoniva, ma scrutare il reale e attingerne la sicurezza.
San Gerolamo, nel suo stile immaginoso di asceta, scriveva che le
opere di Epicuro eran piene di erbe e di frutta e di diffidenza
verso il piacere; e a Seneca la filosofia di Epicuro pareva sobria
ed astinente e non scompagnata da tristezza. Cos che a Plutarco,
che assai meglio di ogni altro critico dell'antichit assal
Epicuro nello stesso ambito dell'edonismo, non riusciva difficile
provare che quella filosofia del piacere precludeva la via appunto
ai godimenti pi vivi dell'antica vita ellenica; piaceri d'arte o
di ardimenti metafisici, di pura speculazione scientifica o
dell'animosa vita politica. Quale l'Ellenismo l'accolse,
riconoscendovi la propria impronta, e quale sono venuto
ricomponendola di sugli scritti del maestro e sulle attestazioni,
spesso malevole, degli antichi, la filosofia di Epicuro, sorta
quando il mondo greco veniva rimutandosi profondamente, fu una
dottrina di difesa contro il dolore, ricinta e disciplinata da una
meditata astinenza

 (E. Bignone, L'Aristotele perduto e la formazione filosofica di
Epicuro, La Nuova Italia, Firenze, 1973 2, volume secondo, pagine
219-220)

